scheda sistema di aerazione

L’incredibile descrizione di un sistema di aerazione per impianti di depurazione

Se pensavate di aver letto schede di prodotto strane, preparatevi a cambiare idea. Prendetevi un paio di minuti per imparare la “specifica ammazza concorrenti”

 

Vi è mai capitato di dover leggere delle specifiche tecniche di un prodotto che potreste offrire e di non capirci nulla? Sì? Allora siete in buona compagnia.

Ma la scheda prodotto di un sistema di aerazione per impianti di depurazione di cui sto per parlarvi le supera tutte.

Procediamo con ordine.

Accade in una grande azienda di gestione dei servizi idrici.

Di recente mi sono imbattuto in un capitolato d’acquisto che, almeno per me, era totalmente incomprensibile. Non sto parlando del piccolo impiantista che, per un fortuito caso, si è messo a comprare ed installare sistemi di aerazione per impianti di depurazione ma di una grande public utility, di cui non farò il nome.

Il punto è che, trattandosi di un gruppo con quasi 10 mila dipendenti, immagino che le specifiche debbano passare al vaglio di diversi enti tecnici prima di essere pubblicate. 

Eppure, sembra proprio che nel caso di queste specifiche tecniche nessuno abbia letto il contenuto. Altrimenti non ne avrebbero autorizzato il rilascio. C’è da scommetterci.

Al contrario di quanto avviene all’estero, in Italia – nella maggioranza dei casi –  è il fornitore che prepara la specifica e l’ufficio tecnico dell’ente che la utilizza nei documenti di gara. 

Il sistema ha una sua logica, a meno che non  venga utilizzato dal fornitore per limitare la concorrenza. 

A pensar male di fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

La specifica “ammazza concorrenti”

Infatti esiste la specifica “ammazza concorrenti”. Chi la redige non può scrivere apertamente che non bisogna comprare da un’azienda ma solo da un’altra. 

E allora si inventa una serie di prescrizioni, limiti e incompatibilità basati sul vuoto cosmico.

Veniamo finalmente alla specifica in questione. Roba da denuncia alla Accademia della Crusca (gli errori grammaticali sono stati fedelmente riportati). Tre vasche da equipaggiare: equalizzazione con bolle grosse, “vasca della biologia (sic!)”, vasca di stabilizzazione.

“..Nella vasca di equalizzazione sono previsti diffusori a bolle grosse montati per incollaggio su tubi in PVC. Corpo diffusore con attacco filettato da ¾” gas maschio”. 

Già qui verrebbe spontaneo chiedersi perché avere un attacco filettato da ¾” se poi devo incollare il diffusore al tubo?

Ma andiamo avanti. Perché c’è dell’altro.

Scusi, ma il suo diffusore è a funghetto?

Il testo prosegue così: “deve essere predisposta per l’eventuale sostituzione con altri a bolle fini” per cui mal si adatta alla richiesta iniziale di un diffusore incollato. Si continua con la descrizione del diffusore: “supporto in ABS di forma a “funghetto”. 

Pensate all’ufficio tecnico di una azienda che contatta un potenziale fornitore e gli chiede: 

  • “mi scusi, ma il suo diffusore è a funghetto?”. 
  • “dalla forma, direi di sì” risponderebbe l’altro un po’ imbarazzato.

Continuando nella descrizione del diffusore, il collegamento col tubo porta diffusori è passato da incollato, a ¾” gas per finire ¾” NPT.  Attacco filettato mutante o ignoranza nella conoscenza delle differenze tra ¾” gas e ¾” NPT? Ma andiamo oltre.

La membrana deve essere “Premium”. Cosa è una membrana premium? Restando nell’ambito delle metafore gastronomiche è come andare dal proprio macellaio e chiedere una fettina di carne che sia “buona però”. 

E ancora, si prescrive un basso contenuto di plasticizzante ma basso quanto? 1% 10% o 30%?

Temperatura massima: 0°C. Su questo non faccio del sarcasmo. Lavorando si sbaglia e questo è chiaramente un errore di battitura.

Vade retro collettore di chiusura!

Arriviamo alle tubazioni. “I collettori devono essere U-PVC PN6 o superiore. I portadiffusori devono essere U-PVC PN10 o superiore”. Ergo, i collettori possono avere un PN inferiore al porta diffusore. 

Eppure, il diametro dei collettori,  NON è indicato in specifica e questo sarebbe un elemento molto più qualificante della forma a funghetto, no? 

In genere il diametro dei collettori ed il loro PN è maggiore rispetto a quello dei tubi porta diffusori. Hanno lavorazioni più complesse ed il loro maneggiamento è più delicato. 

Fossi nei panni di chi ha scritto le specifiche avrei indicato un PN10 al limite per entrambe le tipologie di tubo.

Chi legge non capirà granché ma, probabilmente, si convincerà di una cosa almeno: i collettori di chiusura sono da evitare. Infatti, sempre nelle prescrizioni sulle tubazioni si legge: “non sono previsti collettori di chiusura del sistema”.

In WTE non proponiamo i collettori di chiusura.

Ma la vera domanda è: perché sono da evitare in questa sezione dell’impianto e non nelle vasche descritte successivamente?

Azzardiamo una ipotesi…

Magari un concorrente dell’ingegnere micologo utilizza in maniera estesa questo tipo di lay-out nelle griglie che propone?

Guai ai supporti ad U

supporti sistema di aerazione per impianti di depurazione

Arrivato ai supporti mi limito a riportate integralmente parte delle specifiche dei supporti nella speranza che qualche anima pia, mi disveli l’arcano significato:

“I supporti di guida consistono in un meccanismo di bloccaggio e di scorrimento, una superficie di appoggio sagomata e bordi sporgenti per ridurre al minimo il legame dell’intestazione di distribuzione dell’aria. Il meccanismo di scorrimento deve fornire una resistenza minima al movimento dell’intestazione di distribuzione dell’aria sotto il pieno carico di galleggiamento pieno. Supporti a U non sono accettabili.

Spiegare perché la “U” no e magari la “H” o la “Z” sì rimane un mistero, lasciamolo che siano gli esperti di simbologia a svelarcelo…

E  secondo voi, cosa scriverà l’astuto estensore di specifiche volendo mettere i bastoni tra le ruote di chi propone un unico tassello meccanico di fissaggio dei supporti, fosse anche che assicuri un montaggio più veloce ed agevole o di chi fornisca un supporto in plastica, non importa quanto buono o robusto?

Indovinato…

  “I supporti che utilizzano solo un bullone di ancoraggio o un’ancora chimica non sono accettabili. I supporti in materiale plastico non sono accettabili”.

Per finire in bellezza…

In conclusione, la ciliegina sulla torta. Descrivendo il capitolo giunti si ribadisce che “non sono accettabili sistemi di collagamento (sic!) meccanico per le tubazioni portadiffusori”. 

Quindi, direte voi, vuol dire che debbo collegare per saldatura i tubi porta diffusori, perché anche un manicotto che tiene due barre di tubo è a tutti gli effetti un collegamento meccanico. 

O, più semplicemente, potenziali fornitori sgraditi allo “scriba” hanno usato nella descrizione prodotto  l’espressione “collegamento meccanico” per indicare l’unione tra tubi porta diffusori.

Il punto è che se leggiamo le specifiche delle altre vasche, non troviamo stranamente tutte queste prescrizioni.

Ma può una delle principali aziende italiane che gestiscono servizi idrici permettersi di pubblicare specifiche simili?

Un imperativo per tutte le aziende della filiera della depurazione dovrebbe essere innalzare il livello tecnico non abbassarlo nel maldestro tentativo spianare la strada ai propri prodotti.

Resto convinto che il miglior cliente è sempre quello più competente e informato in grado di selezionare i migliori fornitori stimolando questi ultimi a migliorare i propri prodotti.

Visto che parliamo di acqua reflua, meglio non pensare che qualcuno voglia darcela a bere.

 

Ing. Andrea Fumagalli
General Manager WTE